OPI - Ognuno Può Inventare OPI - Ognuno Può Inventare OPI - Ognuno Può Inventare
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Catalogo Prodotti OPI
DEE MADRI
riproduzione delle statuette della Dea Madre Mediterranea
PANNELLI
in plexiglas
COMPLEMENTI
d'arredo e d'abbigliamento
ARCHITETTURE
riproduzione in scala delle case tipiche della Sardegna
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La presidente dell'Associazione artigiani

Ognuno può inventare, parola di Rosa Maria Sotgiu
Ognuno può inventare, ne è certa. Tanto da aver chiamato OPI il suo laboratorio di via San Domenico. Rosa Maria Sotgiu Bonifacio, nuorese innamorata di Cagliari, ci lavora da diciotto anni, da quando, chiusa l’esperienza di insegnante di storia dell’architettura, ha attrezzato un locale di proprietà trasformandolo in un luogo confuso e felice di creatività. Un laboratorio lungo e stretto, dove ogni oggetto è felicemente fuori posto. Dove la porta d’ingresso, portata nel ’65 dalla Costa d’Avorio, è un’unica tavola di legno scolpito di arte Senoufo. Dentro, convivono morbide madri mediterranee e rigorosi modelli architettonici, portali campidanesi e chiesette romaniche. E deliziosi acquari senz’acqua in plexiglass, con rocce, flora e pesci volanti. Presidente da anni dell’Associazione Artigiani Villanova, Rosa Maria Sotgiu sta preparando i prototipi di quattro grandi pannelli dedicati alla coltura del grano, dalla semina al pane. Saranno esposti in una mostra che si terrà nel museo del Monte granatico di Sanluri. (per vederli potete cliccare www.opinventa.it/prodotti/complementi/ ) Un quinto pannello è dedicato a Sa Battalla. Capelli sale e pepe, un camice giallo paglierino per proteggere l’abito, mostra divertita i piccoli arcieri che compongono la scena del pannello: prima armati di tutto punto, poi, più in là, stramazzati a terra. Potrebbe essere la metafora dell’attività artigianale del quartiere. Dove l’entusiasmo iniziale ha ceduto il posto, negli anni, allo sconforto. E a una miriade di serrande abbassate. «Io resisto, sono conosciuta, ma tanti giovani hanno dovuto cedere. È ingiusto». Racconta, la signora Sotgiu, di quando l’associazione raccoglieva ben più dei venti soci attuali. E organizzava mostre, serate, concertini in piazza. «Per tre anni abbiamo portato nel chiostro di San Domenico una mostra di artisti del legno. Sono venuti qui da mezza Europa. Abbiamo promosso sette edizioni del Balcone fiorito, ma da qualche anno non facciamo più niente. Non sono le idee a mancarci, ma i soldi. E il sostegno delle istituzioni. Peccato. Si potrebbero fare cose bellissime, in questa magnifica città».

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